Filosofo dell'arte e maestro di vita.
di Vladimiro Elvieri
“Dino Formaggio scultore” 1996 (fotografia di Vladimiro Elvieri)
“I millenni si inseguono ai millenni, frattanto le vite si inseguono alle morti, le democrazie muoiono in tirannidi, le tirannidi muoiono in democrazie, nulla sta fermo, nulla dura, tutto s’involge nel Tempo secondo contraddizione e negazione. Oggi, dopo qualcosa come 2500 anni, sembra piuttosto difficile contestare l’affermazione contenuta in un frammento di Anassimandro: “Principio degli esseri è l’infinito… da dove infatti gli esseri hanno l’origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità, poiché essi pagano l’uno all’altro la pena e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo”. Una sentenza non allegra per i non giusti esseri umani, ma, alla fine, un sereno pensiero per i giusti che si consolano guardando la storia, per millenni, fuori di casa. Là dove le ingiustizie, almeno, vanno e tornano, come le morti e le vite, in un giro, per ora, incessante, né più né meno che le morti e le vite, le democrazie e le tirannidi secondo Necessità o Legge universale, per dir si voglia. Il Nulla nullificante e creante è figlio del Tempo. Oltre il proprio naso, nel Tempo.
Da giovani si impara l’immortale lezione del pensiero greco, nel mito, nella tragedia, nella filosofia: si contempla la statuaria grandezza dell’Uomo e si sogna con Prometeo di voler rubare il fuoco agli dèi per portarlo alle genti della terra. Poi, viene l’avvoltoio che ti mangia il fegato, e la punizione, la prigione. Giunti così alla maturità, si combatte con Don Chisciotte per raddrizzare torti e ingiustizie: un po’ come voler raddrizzare le gambe ai cani. Da vecchi, infine, ci si rende conto che la Natura produce di continuo, gettandoli a caso in mezzo alle esistenze, Uomini sì e uomini no. Ancora una volta la contraddizione, la negazione. L’insopprimibile necessità – come legge universale – che, nel Tempo, il positivo succeda al negativo e viceversa, come la salute alla malattia, la vita alla morte e viceversa, magari pendolarmente nella Storia. Buono a sapersi. Pare sia la suprema Legge di un irresistibile Tutto. Si impara sempre.”
“Dino Formaggio” (fotografia di Gianfranco Salgarelli)
Con queste parole Dino Formaggio conclude la sua autobiografia intitolata “Storia di un uomo in cammino con il suo carro”, scritta tra ottobre e dicembre del 2002, nella sua casa di Illasi, in provincia di Verona, dove risiedeva, con l’adorata moglie Adriana e il terzo figlio Damiano, dal 1980.
Una vita, la sua, ricca di sempre nuove avventure culturali e umane, condotta sul terreno fertile di un insegnamento fatto di profonde riflessioni che abbracciano i campi dell’estetica, della filosofia, dell’arte e dell’impegno civile, raccolte in numerose e importanti pubblicazioni, alcune delle quali tradotte in più lingue. Dino Formaggio, l’ultimo dei grandi filosofi formatisi alla prestigiosa scuola di Antonio Banfi, all’Università Statale di Milano, si è spento all’età di 94 anni, sabato 6 dicembre 2008, lasciandoci in dono un grande patrimonio di pensiero e di cultura generosamente offerto agli innumerevoli allievi nei licei e nelle università che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo, così come ai tanti amici artisti che hanno condiviso con lui (egli stesso da sempre segretamente artista) emozionanti e umanissime esperienze creative e di vita.
Cremona ha avuto la fortuna di accoglierlo in diverse occasioni; dai lontani tempi dell’amicizia con Miro Martini, prematuramente scomparso nel 1951, per il quale aveva scritto la prefazione al libro “La deformazione estetica”, al 1996, con una memorabile conferenza dal titolo “Il mondo dei sensi e l’estetica”, nell’ambito della mostra “Immagini del sentire /I cinque sensi nell’arte”, e poi, alla fine degli anni ’90, la collaborazione con il quotidiano “La Cronaca”, che gli pubblica diversi articoli su temi importanti dell’attualità e sui destini del consorzio umano alle soglie del terzo millennio come in “NOVECENTO ADDIO ! Difficile commiato” che analizzava attraverso una serie di spunti riflessivi il secolo appena trascorso, congedandoci da esso, e nello stesso tempo, mettendoci in guardia sugli scenari futuri della globalizzazione. Inoltre, la preziosa e sempre disinteressata partecipazione alle biennali internazionali di incisione “L’Arte e il Torchio”, della quale era Presidente del Comitato scientifico, con testi in catalogo ricchi di approfondimenti sull’arte e sulla cultura incisoria. Ricordiamo che, sempre nell’ambito de “L’Arte e il Torchio”, nel maggio 2005, la sede dell’ADAFA, della quale era socio onorario dal 2003, ha ospitato una delle ultime testimonianze del grande filosofo, in una conferenza sul tema “L’Arte e il Tempo”, in seguito pubblicata in un DVD realizzato dal regista Jean Cloutier nel 2007.
“Dino Formaggio” 1997 (fotografia di Vladimiro Elvieri)
Dino Formaggio, noto in Italia e all'estero per i suoi studi di estetica e di critica d'arte e per il suo impegno sociale e civile, era nato a Milano il 28 luglio 1914 da Angela Malandra, mondina divenuta abilissima ricamatrice di pizzi e di merletti d'Irlanda, originaria di Vespolate (Novara), dove, recentemente, le è stato intitolato il locale Museo d'arte contemporanea, sposata nel 1913 con Angelo Formaggio. Dino inizia a lavorare come operaio metalmeccanico presso una grande fabbrica (la Brown-Boveri di Milano) e passa in seguito alle orologerie Binda, per potersi meglio dedicare agli studi serali. Ottenuto il diploma all'Istituto Magistrale, nel 1933 viene chiamato ad insegnare presso la scuola elementare di Motta Visconti, ricoprendo quella cattedra che fu già della poetessa Ada Negri. Conseguita nel frattempo anche la licenza liceale, si iscrive all'Università Statale di Milano, dove, sotto la guida di Antonio Banfi, ha modo di affrontare ed elaborare quella concezione dell'arte come prassi e come vita che diventerà uno dei nodi teoretici fondamentali della sua filosofia dell'arte. Sono gli anni in cui gli articoli scritti per la rivista “Corrente”, fondata da Ernesto Treccani, gli procurano una certa notorietà. Si laurea nel 1938 con una tesi intitolata “Rapporto tra arte e tecnica nelle estetiche europee contemporanee”.
Nel 1943 aderisce alla guerra di liberazione partigiana, legandosi ai gruppi milanesi e operando nel Comitato di agitazione degli intellettuali creato da A. Banfi, con il quale entra in seguito come segretario organizzativo nel Fronte della Cultura. Collabora alla rivista “Studi filosofici” e alla fondazione della “Società di estetica”, pubblicando nel frattempo numerosi saggi dedicati all'arte. La sua brillante carriera lo vede impegnato nelle università di Pavia (chiamato da Enzo Paci), di Padova, dove fu preside della Facoltà di Magistero e Pro-rettore, nei turbolenti anni della contestazione studentesca, e a Milano, come professore ordinario di Estetica; dal 1992 era professore emerito dell'Università degli Studi di Milano, e nel 1996 era stato pubblicamente insignito, nell'arena di Nimes, del Lions d'Or International” quale alto riconoscimento della sua vita di impegno civile e di contributo alla cultura europea. A lui è intitolato il Museo di Arte contemporanea di Teolo (Padova), che raccoglie più di duecento opere d'arte donategli dai numerosi autori italiani e stranieri che, nel corso degli anni, sono venuti dialogando con l'amico filosofo. In anni recenti gli era stato inoltre attribuito, dal Comune di Milano, l'Ambrogino d'oro, per importanti meriti culturali.
“L'Arte e il Torchio 2005, Dino Formaggio, la moglie Adriana (a sinistra)
e Marylin C. Bronfman” (fotografia Mireya Bronfman)
Pubblicazioni principali:
Tintoretto, Mondadori, Milano 1950; Goya, Mondadori, Milano 1951; Van Gogh, Mondadori, Milano 1952; Michelangelo, De Agostini, Novara 1955; Piero della Francesca, Mondadori, Milano 1957; Basiliche di Assisi, De Agostini, Novara 1958; Raffaello, De Agostini, Novara 1959; Botticelli, De Agostini, Novara 1960; Il Barocco in Italia, Mondadori, Milano 1960; La Miniatura, De Agostini, Novara 1960; Fenomenologia della tecnica artistica, Nuvoletti, Milano 1953 e 1978; Studi di estetica, Renon, Milano 1962; L'idea di artisticità, Editrice Ceschina, Milano 1962; L'arte, ISEDI, Milano 1973 (1981, 1990, trad. spagnola 1976, francese 1981, portoghese 1985), sorta di compendio del suo pensiero in cui le tematiche del corpo, dell'arte e della comunicazione trovano una organica sistemazione teoretica; Trattato di estetica, Mondadori, Milano 1981 (redatto in due volumi con l'amico fraterno Mikel Dufrenne); La morte dell'arte e l'estetica, Il Mulino, Bologna 1983 (trad. messicana 1992); Problemi di estetica, Aestetica Ed. Palermo 1991: I giorni dell'arte, Franco Angeli, Milano 1991; Separatezza e dominio. Discorsi di impegno civile, Ediz. Dell'Arco, Milano 1994; Filosofi dell'arte del Novecento, Guerini & Associati, Milano 1996; Variazioni su l'idea di artisticità. Profili di artisti e saggi brevi, Nike Ed. Segrate 2000; Riflessioni strada facendo. Un cammino verso il sociale (con ampia autobiografia dell'Autore), Mimesis, Milano 2003.
Contributi all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: Trasmissioni televisive “Arte ed emozioni” e “Come si consuma l'arte ?”.
La prossima VI Edizione della Biennale Internazionale di Incisione “L'Arte e il Torchio / Art and the Printing Press” Cremona 2009, è dedicata a Dino Formaggio (filosofo dell'arte, 1914-2008).